C’è poco da fare, ogni volta che attraverso un passaggio a livello, per quanto le sbarre siano alzate e nessun rumore in arrivo indichi che si avvicina un treno, non riesco a non provare un piccolo brivido.

Mi passa sempre per la mente, in quei pochissimi secondi, che la mia vita dipende dal buon funzionamento dell’apparecchio.

Certo, succede mille volte al giorno di doversi fidare di un macchinario… ma il passaggio a livello per me è una sorta di simbolo delle mie ansie.

Che poi tanto campate in aria non sono: basta leggere i titoli dei giornali, per scoprire che ogni anno a qualcuno succede davvero. Cifre minuscole, certo… ma ci sono.

  • “I cittadini adesso hanno paura del passaggio a livello killer”, 2020
  • “Paura passaggio a livello: sbarra aperta ma semaforo rosso”, 2019
  • “Auto incastrata nel passaggio a livello”, 2020
  • “L’auto rimane bloccata tra le sbarre del passaggio a livello”, 2021

Che poi magari quest’ansia ce l’ho solo io, che le colleziono come altri i francobolli o i Pokemon.

Però, ecco, al di là delle mie paranoie personali, cerchiamo di essere razionali.

Rischi concreti e come evitarli

La possibilità che ci sia un guasto tecnico proprio nei due secondi in cui passi è più che minima (tipo quella di essere colpiti da un asteroide), ma, soprattutto, se c’è un treno in arrivo lo sentirai.

Beh, a meno che tu non stia ascoltando la tua playlist preferita a tutto volume proprio in quel momento.

Quindi ecco il consiglio n.1:

Quando si attraversa un passaggio a livello, sbarra o no, fai silenzio per il tempo necessario a superarlo. Niente musica, niente chiacchiere, tendi l’orecchio.

Andiamo avanti.

Il passaggio a livello con barriere

La maggior parte dei passaggi a livello si vede benissimo.

Che diamine, ha delle evidenti sbarre bianche e rosse abbassate quando passa il treno.

Poi, ci si può fidare o meno delle sbarre, ma diciamo che in 999999 casi su un milione fanno il loro sporco lavoro, che sia ad azionamento automatico o manuale.

Quindi, a meno che tu non sia inseguito da un’orda di zombi affamati, limitatevi a non sfondare la barriera a tutta velocità, e andrà tutto nel migliore dei modi.

Come se non bastasse, ad avvertirti ci sono un bel segnale di pericolo, un semaforo rosso/verde (senza il giallo, che in questo caso sarebbe davvero ansiogeno… vedi La sindrome del semaforo giallo) e un segnale sonoro.

Insomma, a parte il remotissimo guasto di cui sopra, è quasi impossibile rimanere incastrati tra le sbarre.

Brutta immagine? Noi in macchina tra le sbarre abbassate, il treno in arrivo.

Come evitarla del tutto?

Facile. Ecco il consiglio n. 2.

Se vedete che le sbarre si abbassano NON accelerate per superarle di slancio. Sì, lo so, ritarderete di qualche minuto. Ma l’alternativa…

E se siete in coda, ed è il vostro momento di passare?

E proprio a quel punto, mentre attraversate, si abbassano le sbarre?

Stop ansia. Le sbarre non vengono giù di un colpo!

E comunque, anche in questo caso la soluzione è semplice, ed è il consiglio n.3.

Aspettate che l’auto che passa prima di voi abbia disimpegnato non solo lo spazio dei binari, ma anche lo spazio che serve a voi per superare del tutto le sbarre.

E se qualcuno dietro usa il clacson, lasciatelo suonare.

Questo era la parte più semplice, segnalata da un cartello triangolare di pericolo con una cancellata nera su sfondo bianco a 150 metri dal passaggio.

Il passaggio a livello senza barriere

C’è poi un altro cartello, molto meno rassicurante.

Sempre triangolare, ma con un treno nero su fondo bianco.

Niente cancelli.

Questo significa: che è un passaggio livello (musica horror)…

SENZA BARRIERE.

Incustodito.

Aahhh. Ecco che il fobico interiore si risveglia e urla “Ma è mai possibile che nel 2021 esistano ancora passaggi a livello INCUSTODITI?”.

Possibile, mio piccolo fobico, ma non è proprio così orribile come sembra.

Prima di tutto, ci sono moltissimi segnali che ti avvertono.

Un pannello distanziometrico con tre strisce rosse a 150 metri, all’altezza del famoso cartello con il treno. Uno con due strisce a 100 metri. Uno con una striscia a 50 metri.

Inoltre, all’altezza del passaggio c’è un simbolo singolare, la Croce di S. Andrea (una specie di X però schiacciata), singola se ci aspetta un solo binario, doppia se sono due.

Ancora: due luci rosse affiancate si accendono ad alternanza se sta per passare un treno, e contemporaneamente suona una campana.

Insomma, finire sul binario per caso non è proprio semplice. Devi essere MOLTO sbadato.

Però un rischio c’è: dopo il passaggio del treno le luci rosse e la campana durano per qualche secondo, ma a volte continuano a restare attive, anche se non passano sul momento altri treni.

Questo può generare (e talvolta ha generato) l’errata convinzione che passato il treno si possa attraversare senza rischi il passaggio, nonostante i segnali continuino a dirti di stare fermo.

Il problema è che talvolta non passa un solo treno e tali segnali continuano ad avvisarti non perché sono tarati male ma perché il secondo è in arrivo.

Ecco, il consiglio n.4 è: resta fermo finché la campana non si ferma e la luce rossa non smette di lampeggiare. Anche se non vedi né senti treni, tu aspetta.

Barriera o semibarriera?

Per complicarci un altro po’ la vita, esistono anche i passaggi a livello con semibarriere.

Si tratta di barriere che riguardano una sola corsia della strada, quella nel tuo verso di marcia. Metà di qua, metà di là.

L’unica controindicazione di tali barriere è la follia: se, nonostante luci, campane, barriere e tutto il resto ti viene la pessima idea di fare uno slalom tra le barriere, convinto di passare prima che arrivi il treno, c’è una concreta possibilità che sia il treno ad avere la meglio.

Ti ricordo che i treni vanno veloci. Molto più di te.

Quindi il banalissimo consiglio n.5 è: comportati come se quella semi-barriera fosse una barriera intera.

Conclusione semiseria

Ammetto di avere scherzato un po’ ed esagerato con la faccenda dell’ansia, per sdrammatizzare un argomento più che serio.

La conclusione è che se si seguono pochi, buoni consigli di evidente buonsenso, al di là di una serie di coincidenze e di sfortune pari alla vittoria al Superenalotto, l’ansia da passaggio a livello può diventare solo un lontano, innocuo ricordo.

Ti senti meglio, vero? Allora posso approfittarne per consigliarti un’altra, simpaticissima fobia:

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