la sicurezza stradale è importante per tutti... ma lo è ancora di più per i nostri bambini!

Dalle prime lezioni in strada a come passare il tempo in auto, dalle regole base per il tragitto casa-scuola alle norme per i seggiolini auto: tutto quello che c’è da sapere sull’argomento!

I bambini non hanno la capacità di valutare al meglio la distanza e la velocità di un’auto in arrivo.

Per questo, spetta al genitore il compito di istruirli e fargli vedere come comportarsi.

Per esempio, attraversando sulle strisce e rispettando i semafori. Se insegnate loro le regole più importanti fin da piccoli, non le dimenticheranno più.

20 consigli per insegnare ai bambini come ci si comporta in strada

1.

I bambini dovrebbero essere accompagnati sulla strada almeno fino ai dieci anni. Anche se sei sicuro di tuo figlio, le strade sono piene di rischi e distrazioni.

Dopo i dieci anni, potrai decidere se smettere o continuare un altro po’, se ritieni che alcune informazioni non siano ancora state del tutto assimilate.

2.

I bambini andrebbero tenuti per mano quando si attraversa la strada almeno fino ai sei anni.

3.

Metti via smartphone e altro che possa distrarti.

Comincia per primo a dare l’esempio, e imponi a tuo figlio di fare lo stesso: niente videogiochi né giocattoli in genere quando siamo in strada.

Proibite anche le cuffie: l’udito è importante per prevenire eventuali pericoli.

4.

Scegli strade con poco traffico per insegnare le regole. All’inizio sarà più rassicurante sia per te che per il bambino affrontare attraversamenti meno rischiosi.

5.

Pianifica le tue passeggiate educative preferendo strade residenziali e attraversamenti con molti pedoni che passano sulle strisce, in modo da mostrare a tuo figlio, con l’esempio di tante persone, il comportamento giusto.

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6.

La sera indossa abiti colorati. Gli abiti scuri rendono i pedoni meno visibili. Anche se, ancora per molto tempo, tuo figlio non uscirà tardi da solo, fai in modo che questa informazione venga debitamente registrata.

7.

Ricorda continuamente il significato dei segnali stradali. Chiedilo ogni volta, anche se ti sembra che ormai sia un dato acquisito: i bambini hanno bisogno di frequenti “richiami” mnemonici, poiché tendono a distrarsi facilmente.

8.

Quando il bambino sbaglia sii paziente nel correggerlo. Non arrabbiarti: fai in modo che la passeggiata sia un momento piacevole della giornata.

Per scoprire se un dato è stato appreso, c’è un trucco semplice: all’inizio i tuoi bambini ripeteranno le tue parole in modo pedissequo, a memoria: solo quando spiegheranno il significato del segnale usando parole proprie, vorrà dire che l’informazione è stata assimilata in profondità.

9.

Insegna ai tuoi figli a fermarsi sempre, di fronte a ogni strada. Questa è la lezione più importante, in modo da bloccare sul nascere l’istinto – per esempio – di buttarsi avanti senza guardare per inseguire una palla o raggiungere un amico.

In strada non si gioca: prima si guarda da entrambi i lati e poi si attraversa nel modo più rapido possibile.

10.

Quando non ci sono marciapiedi, insegna ai tuoi figli a camminare nella corsia opposta alla direzione di marcia. In pratica, dobbiamo sempre fronteggiare le auto della corsia più vicina a noi, e non esserne mai colti alle spalle.

11.

Quando non ci sono i marciapiedi, cammina più velocemente possibile e spiega a tuo figlio che deve fare lo stesso. La loro mancanza rende queste strade particolarmente rischiose.

12.

Attenzione alle uscite di parcheggi pubblici e privati: sono posti molto pericolosi per i bambini, visto che un’auto può uscire all’improvviso senza vederli.

Lo stesso vale per vicoli e strade con angoli stretti. In quelle situazioni il guidatore deve “sporgersi” per vedere bene, e questo può essere rischioso specie per i bambini piccoli, particolarmente poco visibili.

13.

Soprattutto: dai sempre il buon esempio. I bambini tendono a fare ciò che fai, non ciò che dici.

Se il tuo comportamento è diverso dalle tue parole, sceglieranno di imitarti, anziché obbedirti.

14.

Fai diventare un gioco la passeggiata educativa. Per esempio, contando i segnali di un certo tipo o sfidandoli a indovinarne ogni volta di più per battere un record.

15.

Prima si guarda a sinistra, poi a destra, poi di nuovo a sinistra, e poi si può andare, in sicurezza. Ovviamente, nei posti con la guida a sinistra è il contrario.

16.

Chiedi ai bambini come si comporterebbero nelle varie situazioni. Coinvolgili sempre, per esempio non attraversando la strada finché non sono loro a dare il “via!”.

17.

Insegna a tenere il contatto visivo con i guidatori quando attraversate. Se li guardi negli occhi, i guidatori tendono a fermarsi più spesso.

Inoltre, permette di accorgerci se il guidatore in quel momento è distratto e quindi potrebbe non fermarsi.

18.

Spiega bene quanto è pericoloso attraversare tra due auto parcheggiate. Si tratta di una delle principali cause di incidenti: per un guidatore è difficile fermarsi in tempo se un pedone spunta all’improvviso dal nulla!

19.

Spiega in modo conciso e chiaro. Non perderti in lunghe divagazioni. Per esempio: al rosso ci si ferma, al verde si va. Non servono tante parole, che renderebbero solo più confuso e difficile da ricordare il messaggio.

20.

Usa macchinine giocattolo per simulare i giusti comportamenti. In questo modo potrai dare qualche utile lezione di sicurezza stradale anche in casa, trasformandola in un gioco con le sue automobiline preferite.

In generale, non terrorizzare il bambino: spiega, semplicemente e con calma, quello che deve sapere, senza cercare di impressionarlo.

Non dare la sensazione che le strade siano un pericolo mortale, spaventandolo.

Fai passare il messaggio che è un rischio, ma col giusto comportamento può essere gestito: instillare la paura della strada non darà un buon risultato e potrebbe creare delle fobie difficili poi da eliminare.

Fonti di riferimento: Wikihow.com e Safetykids.com

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Il tragitto casa-scuola

Il traffico, le auto parcheggiate a bordo marciapiede, carenze di strisce pedonali, manovre scorrette di auto, ciclisti, motorini sono tutti fattori che possono creare improvvisi pericoli specie per i bambini più piccoli.

La percezione del pericolo in un bambino non è quella di un adulto: spetta al genitori trasmettere al figlio le regole più importanti da seguire per la propria incolumità.

Al di là del dibattito spesso confuso in corso sulla possibilità dei minori di 14 anni di andare a scuola senza essere accompagnati da un adulto, e sulla responsabilità di scuola e genitori in tal senso, sarà interesse del genitore che il tragitto per la scuola – che sia fatto da solo o in compagnia – sia sicuro e che il bambino sia consapevole dei comportamenti da tenere in strada.

Anche perché, in prospettiva, questa consapevolezza potrà essere utile anche in futuro: gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i minorenni, spesso causata da incoscienza e imprudenza.

Un lavoro a monte, di formazione e prevenzione, potrebbe evitare molte di queste vittime della strada.

Vediamo quindi ancora una volta le regole base da rispettare.

A scuola a piedi

L’orario di entrata e uscita dalle scuole è occasione di ingorghi, nervosismo, auto in quadrupla fila.

Il motivo? I genitori che accompagnano o passano a prendere i figli in macchina anche se vivono a pochi metri dalla scuola.

Se la distanza non è proibitiva, sarebbe bene lasciare che i propri figli vadano e tornino a piedi.

Tra l’altro, meno macchine affollano la strada al momento di entrata e uscita dagli istituti, meno rischi correranno i bambini che vanno a piedi.

È un circolo virtuoso che porta vantaggi a tutti!

In questo senso, la diffusione sempre più frequente di “Zone 30” in prossimità delle scuole è un deciso passo nella giusta direzione.

Il miglior percorso a piedi

Non è detto che le scorciatoie siano la migliore delle scelte.

Studia il percorso tenendo presente anche la quantità di attraversamenti, strisce pedonali, semafori, vigili, zone traffic-free.

Il percorso giusto è quello con la minor quantità di rischi potenziali.

Usa le cartine che le scuole solitamente preparano, con il percorso più sicuro per il bambino.

Fin dai primi giorni, quando lo accompagni, cerca di vedere se per il bambino è tutto chiaro, se i suoi comportamenti tengono conto di quanto vi siete detti.

Correggilo se necessario, complimentati se dimostra di aver recepito le informazioni.

Ovviamente avrete già provato il percorso in precedenza, scegliendo un momento in cui la situazione del traffico è la stessa che si verificherà in seguito (quindi meglio non fare la prova durante le ferie d’agosto, per dire, quando la situazione del traffico urbano non è realistica rispetto alla normalità del resto dell’anno).

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Dai l’esempio

“Fai come dico, non come faccio” è una delle frasi più sbagliate mai concepite in campo educativo.

L’esempio del genitore è fondamentale: per il bambino emularti è naturale, molto più che obbedire ciecamente a ciò che dici.

Se non dai l’esempio, le tue parole saranno solo una lezioncina fastidiosa, da dimenticare al più presto.

Elogio della puntualità

Più siamo in ritardo, più siamo preoccupati e quindi meno stiamo attenti a quello che ci circonda.

Questo aumenta il rischio di incidenti.

Svegliarsi in orario elimina l’ansia, dà il tempo per una buona colazione e migliora la capacità di concentrazione.

Il piedibus

Bella iniziativa di molte città italiane: organizzati da volontari, i piedibus sono autobus… senza autobus.

Un gruppo di bambini che “giocano” all’autobus con due adulti che fanno da testa e coda, con tanto di autista, controllore e fermate.

Un modo sicuro e divertente di arrivare a scuola.

In autobus

Sicuramente è il mezzo più sicuro per andare a scuola, ma anche in questo caso un paio di accorgimenti sono necessari.

Accompagna tuo figlio in autobus la prima volta, e insegnagli poche regole, ma fondamentali:

  • se il bambino, com’è naturale, gioca con gli amici nell’attesa, deve imparare a tenersi a distanza di sicurezza dalla strada;
  • sceso dall’autobus, aspettare che riparta prima di attraversare. Molti incidenti accadono se il bambino passa di fronte al muso dell’autobus, spuntando all’improvviso in strada di fronte alle auto in arrivo;
  • in autobus, il bambino dovrà tenere un comportamento corretto, senza spingere gli altri coetanei, restando seduto e allacciandosi la cintura.

In bicicletta

Anche in questo caso, poche regole ma essenziali:

  • meglio aspettare gli otto anni per lasciar andare i vostri figli a scuola da soli in bici;
  • il bambino deve conoscere le regole base di educazione della strada e rimanere più possibile sulle piste ciclabili;
  • l’uso del casco è vivamente consigliato e la bici deve essere a norma, con freni e campanello funzionanti, luci (bianche o gialle davanti, rosse dietro) e catarifrangenti ai lati per aumentare la visibilità;
  • opportuno anche dotare lo zaino di catarifrangente e non portarlo mai sul manubrio, ma sul portapacchi o sulla schiena, con i legacci assicurati a entrambe le spalle.

Vuoi approfondire l’argomento? Consulta le fonti di questo articolo c-and-a.com e marcodemitri.it.

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In viaggio con i vostri bambini

Dopo aver visto i primi approcci tra il bambino e la strada, ecco qualche consiglio per fargli trascorrere al meglio i suoi primi viaggi in auto:

Dopo esserci occupati della sicurezza dei più piccoli, passiamo a qualche rapido consiglio per rendere più piacevole il viaggio, sia a voi che a loro.
Tantissimi bambini, infatti, sono infastiditi dalla permanenza in auto, con annessa difficoltà a dormire, a stare fermi, a rimanere legati al seggiolino.

Per alleggerire tutto ciò, fermatevi ogni due ore al massimo, scegliendo spazi che prevedano un’area gioco.

Portate con voi in viaggio grissini, acqua, biscotti. Niente alimenti che possono macchiare ovunque o provocare nausea e mal d’auto.

Un altro alleato è la musica: portate con voi le canzoni preferite di vostro figlio, in modo da poterle cantare tutti insieme.

Non dimenticate il giocattolo preferito di vostro figlio, quello che lo accompagna sempre, e qualche libriccino da sfogliare. Appendete un comodo multitasche al sedile anteriore, che conterrà giocattoli assortiti.

Prevedete la necessità di dormire: in auto non dovrà mancare una coperta, un cuscino imbottito per sostenere il collo e tendine parasole oscuranti.

Infine, se il viaggio è particolarmente lungo, potete fornirvi di lettore dvd o di pc portatile con qualche cartone animato.

L’importante è che la risoluzione sia buona anche di giorno, cosa non scontata: accertatevene al momento dell’acquisto.

Potrete alimentarlo con gli appositi inverter da attaccare all’accendisigari e assicurarlo con lacci al sedile anteriore, in modo che non scivoli a terra (fonte di riferimento e altre info qui).

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Seggiolini in auto: cosa c’è da sapere?

All’inizio di gennaio del 2017 sono diventate operative alcune nuove norme relative ai nuovi seggiolini per i bambini in automobile.

Questi cambiamenti vanno, naturalmente, nella direzione di aumentare il livello di sicurezza, rendendo più restrittivi gli standard.
Si tratta di una modifica della normativa europea ECE R44, cui fa riferimento l’art. 172 del Codice.

Cosa dicono le nuove norme?

Chi è in possesso di un seggiolino omologato non dovrà cambiarlo, ma ci sono alcune novità sui sistemi di ritenuta per i bambini più piccoli, sui parametri di scelta del seggiolino e sull’uso di adattatori.
In particolare, vengono vietati per i bambini sotto i 125 cm di altezza i cuscinetti privi di braccioli da appoggiare ai sedili in modo da sollevare il bimbo fino alle cinture. Fino al 2016 erano permessi per i bambini di peso tra i 15 e i 36 kg.
In questo modo si evita il rischio di posizionare le cinture all’altezza del collo del bimbo, anziché correttamente intorno alle spalle e al torace.
Vietati anche i rialzi e l’omologazione di seggiolini senza schienale, sempre per i bambini sotto l’altezza di 125 cm.
In pratica, cambia il criterio, privilegiando l’altezza rispetto al peso.
Altra modifica sui seggiolini per bambini tra i 100 e i 150 cm di altezza: non dovranno essere dotati del dispositivo Isofix o I-Sizea, prima obbligatorio. Alla scelta dei genitori l’acquisto di un seggiolino con tali agganci o la possibilità di utilizzare le cinture dell’auto.
Citando da “La Stampa” del 13/01/17:
“Possono ancora essere utilizzati tutti i seggiolini attualmente in circolazione, fatta eccezione per quelli omologati sulla base della UN ECE R44 01 e della UN ECE R44 02, in vigore fino a metà anni 90 e oggi fuorilegge. Resta prioritario, in ogni caso, fare riferimento alle norme comunitarie – la UN ECE R44 04 e la UN ECE R129, indicate sull’etichetta dei seggiolini omologati – sulla base delle quali è stata modificata anche la normativa italiana”.
Per approfondire il tema, ecco qui il link all’articolo completo de “La Stampa” uscito a inizio 2017.

Tipi di seggiolini

Cogliamo l’occasione per riassumere i vari tipi di seggiolini attualmente previsti, divisi per fasce d’età.

  • Gruppo 0 (sotto i 10 kg)/0+ (sotto i 13 kg)

Fino ai sei mesi si usano le culle, dette anche “navicelle”, che prevedono la posizione sdraiata del neonato. Dai sei mesi in poi si passa all'”ovetto”, che verrà utilizzato tra i 6 e i 12/24 mesi d’età, considerando un peso non oltre 10-13 kg.

  • Gruppo 1(9-18 kg)/2 (15-25 kg)

Si tratta dei seggiolini usati per un lasso di tempo maggiore, che hanno schienale, braccioli e imbracatura e coprono un’età compresa tra i 2 e 6 anni e un peso tra i 9 e i 25 chili.

  • Gruppo 3 (22-36 kg)

Comprende gli adattatori, detti anche “rialzi”, che servono a portare il bambino all’altezza giusta per raggiungere le cinture di sicurezza. Le nuove regole ne limitano l’uso ai bambini più alti di 125 cm, non oltre i 36 kg di peso e i 12 anni.
In generale, il posto dove collocare i seggiolini è il sedile posteriore, al centro. Mai scegliere il sedile anteriore se l’airbag dell’auto non può essere disattivato. Fino a 9 chili il seggiolino va posizionato in senso contrario a quello di marcia.

Taxi, noleggi, auto d’epoca

Per quanto riguarda taxi e noleggi con conducente, possono ospitare bambini di un’altezza inferiore a 1 metro e mezzo senza obbligo di strumenti di ritenuta, ma solo sul sedile posteriore e accompagnati da un passeggero di più di 16 anni di età.

Nel caso di auto d’epoca e altri mezzi privi di cinture di sicurezza, vi è divieto di trasporto sotto i 3 anni. Oltre i tre anni possono essere portati sul sedile posteriore e, oltre 1 metro e mezzo d’altezza, anche sul sedile anteriore (altre info su Sottocoperta.net).

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