Chi è senza peccato... Ho parlato spesso dei comportamenti pericolosi degli automobilisti. Oggi, per par condicio, mi dedicherò ai ciclisti!

Una premessa: non ho nessuna intenzione di fare polemiche gratuite: la mia speranza, da utente della strada, è che possa essere utile, per i ciclisti, conoscere il punto di vista di chi guida l’auto e viceversa: conoscersi e ascoltare le esigenze dell’uno e dell’altro utente è fondamentale per la sicurezza di tutti.

1. In fila per uno

La più fastidiosa: mai procedere in gruppo o affiancati. I ciclisti, secondo il Codice della Strada, devono procedere su un’unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo prevedano.

Per la precisione:

I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.

I gruppi di ciclisti che ingolfano la strada, magari occupando più corsie, spesso andando piano e chiacchierando tra loro del tutto indifferenti alle auto che sono costrette a mettersi in coda, possono essere molto fastidiosi.

Questo comportamento è ritenuto il peggiore dal 90% degli automobilisti.

L’obiezione che fanno molti ciclisti è che la stessa situazione di rallentamento si presenta in caso di presenza di mezzi pesanti, come trattori etc.

Ci sono molte differenze: prima di tutto per i gruppi di ciclisti è molto più semplice mettersi in fila per far passare i mezzi più veloci.

Inoltre trattori e mezzi da lavoro quasi sempre si accostano appena possibile, mentre spesso i gruppi di ciclisti ignorano o addirittura mandano a quel paese chi cerca di passare.

Infine, insomma, voi non siete un trattore: perché comportarvi come se lo foste?

2. Le regole valgono per tutti

Molti ciclisti sembrano dimenticare che le regole della strada valgono anche per le biciclette: non si guida contromano, non si fanno inversioni improvvise, non si bucano i semafori.

Sì, è vero che questi comportamenti provocano molti meno incidenti rispetto alle auto, ma la risposta “Loro fanno di peggio” non aiuta nessuno.

3. I pedoni esistono

Le strisce pedonali riguardano anche voi. Ho riscontrato (tra l’altro sulla mia pelle, da pedone) la tendenza dei ciclisti in ciclabile a ignorare totalmente la presenza di pedoni in attraversamento.

I pedoni esistono, e hanno dei diritti.

Attraversare sulle strisce senza essere travolti è il primo.

Ricordatevi che i pedoni sono gli utenti più fragili della strada in assoluto e che, anche se non siete un SUV, prendere in pieno un pedone a 30 km all’ora può essergli fatale.

4. Mamma, senza mani

Non si guida senza mani. Un classico, fin da bambini… aggiornandolo al 2017, non si guida mandando messaggi con lo smartphone. Vale per gli automobilisti, vale per voi e vale anche per i pedoni.

5 Una bici, un guidatore

La bicicletta è un mezzo che trasporta una sola persona.

Altrimenti si chiamerebbe tandem.

6. Ciclisti nella notte

Fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba il ciclista deve indossare giubbotto o bretelle retroriflettenti.

Chi non usa questi accorgimenti è praticamente invisibile, nelle strade buie di campagna.

E voi non volete essere invisibili, vero?

7. Usare le ciclabili

Sembra un’ovvietà, ma non lo è. Purtroppo ancora le piste ciclabili in Italia sono poche, rispetto al resto d’Europa. Riuscire a realizzare una rete di piste ciclabili che copra tutto il Paese dovrebbe essere una priorità.

Ma là dove esistono, vanno usate. Ci sono ciclisti che le evitano perché “le altre bici mi rallentano”. Sentita con le mie orecchie e ovviamente, ogni commento è superfluo.

Per par condicio leggi anche:


SmanApp: guida la tua città!