Non ho finito con voi, piloti della domenica.

Nell’articolo precedente mancavano alcune categorie (vedi Quelli che guidano MALE parte 1)

Per esempio quelli che vanno a zigzag, rallentano a 20 su una strada enorme e vuota, poi ripartono come se li avesse punti un’ape, poi di nuovo si piantano e non capisci se sono svenuti, hanno avuto uno shock anafilattico o cos’altro.

Quando finalmente li sorpassi, capisci tutto.

Sorreggono lo smartphone in una mano, stanno digitando cose a caso con l’altra e tengono il volante con… con COSA?

 

Poi ci sono quelli che sono schiavi del GPS e prendono sempre la strada più breve, mai la più logica.

Li riconosci perché di solito rimangono incastrati in un vicolo medievale di un borgo arroccato su una rupe perché secondo il Sacro Navigatore risparmiavano venti secondi rispetto alla statale.

Quando arriva il carro attrezzi, guardatevi intorno e mi riconoscerete.

Sono quello che sta ridendo.

 

Quasi me li dimenticavo: i miei preferiti.

Quelli con il testosterone a manetta, con la macchina che è un’estensione fallica, che si piazzano alle tue spalle in corsia di sorpasso lampeggiando e gesticolando.

Nella loro mente l’umanità si è estinta appena prima che salissero in auto e le strade sono vuote come dopo un’apocalisse zombie.

Sono gli stessi che in città, se ti fermi per far passare un pedone sulle strisce, si attaccano al clacson come forsennati.

Il messaggio che ti arriva nitido da quelle auto fumanti d’ira è:

“ma sei pazzo? Lo fai attraversare?

Niente niente è arrivata Madre Teresa di Calcutta?

Il pedone deve MORIRE, devi ACCELERARE, lo devi SPAZZARE VIA!

Devi dare l’esempio, così non si azzardano più!”

Poi magari, scesi dalla macchina, vanno a fare volontariato.

 

E infine ci sono quelli come me, che hanno la fobia dell’autostrada, non tollerano di stare in auto per più di venti minuti e quando c’è una coda invocano il meteorite che chiuda la partita una volta per tutte.

Ma se odio l’auto ed entro in ansia appena ci metto piede, ecco, un po’ è anche colpa di quelli di cui parlavo sopra.

Di quelli che guidano MALE.

Sapete chi siete.

 

Per fortuna che ci sono anche quelli che usano SmanApp e rispettano il codice della strada, mantengono i limiti di velocità e uno stile di guida.

Se la usassero tutti, ma proprio tutti, mi sentirei un po’ più tranquillo.

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