Piccolo aneddoto personale.

Vivo a piano terra, di fronte a un bar dove molti avventori fanno colazione o prendono il caffè,

In molti lasciano l’auto parcheggiata (sul marciapiede, tra l’altro) a motore acceso, con nessuno a bordo… e ovviamente il tubo di scappamento orientato esattamente contro la porta di casa mia.

Così, appena apro la porta per uscire, ad accogliermi, anziché l’odore grato delle paste appena sfornate, è spesso una zaffata nauseante e tossica di emissioni inquinanti.

Incidentalmente, quando ho chiesto educatamente a un paio di avventori di fermare gli effluvi, facendogli notare che oltretutto il marciapiede davanti a casa mia non è un parcheggio, le risposte (giuro) sono andate dall’offesa irripetibile alla minaccia.

Pare, insomma, che l’utente medio non intenda affatto spegnere il motore dell’auto se prevede di fare una sosta breve, diciamo entro i dieci minuti.

Un gesto contro l’inquinamento

Le motivazioni sono semplici, e in un certo senso, talvolta comprensibili.
Infatti, il riscaldamento d’inverno e l’aria condizionata d’estate funzionano entrambi solo a motore acceso.

Quei dieci minuti di motore spento, insomma, fanno sì che l’abitacolo torni di nuovo freddo (d’inverno) o caldo (d’estate) e questo, ovviamente, non piace.

Al di là del caso limite che ho raccontato all’inizio, che trovo di rara cafonaggine visto che prevede una sorta di inquinamento “diretto in casa” tramite tubo di scappamento molesto, ridurre i tempi di motore acceso ad auto ferma è un’azione rilevante contro l’inquinamento urbano.

Nelle nostre sempre più affumicate città, ogni azione collettiva per diminuire il pericolo è da incentivare.

Ricordiamoci che l’Italia è il paese europeo con il record annuale di vittime per cause dovute all’inquinamento: oltre 80mila l’anno.

Cosa dice il Codice

Il Codice della Strada prevede una multa rilevante, che va dai 218 ai 453 euro (almeno in teoria, perché si tratta di una contravvenzione comminata davvero di rado).

Secondo l’art. 157 comma bis, infatti, “è fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso; dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 216 a euro 432”

Il divieto è limitato alla sosta, non alle fermate di durate brevissima (salita e discesa di passeggeri, per esempio).

A Londra, invece, si è scelta una strada diversa, meno costosa ma più stringente: la multa è molto minore (20 sterline), ma va pagata immediatamente, altrimenti non è consentito ripartire.

Una soluzione di buon senso

Certo, resta il fatto che durante una torrida estate a volte può capitare di far partire  l’aria condizionata a macchina parcheggiata, restando fuori per qualche minuto.

Anche perché l’alternativa è  entrare in un abitacolo con una temperatura di 50° all’ombra… e svenirci immediatamente dentro.

Insomma, alla fine secondo noi questa norma è tendenzialmente giusta ma, come sempre, va interpretata con intelligenza da chi deve applicarla. Senza ignorarla come si tende attualmente a fare, ma anche senza eccessi di zelo.

Evitiamo, insomma, di inquinare senza motivo, ma senza costringere nessuno a sentirsi male in auto a causa del troppo caldo o troppo freddo.
Ci vuole equilibrio, come in tutte le faccende umane.

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