Il controllo dei nostri comportamenti in auto sta sfuggendo un po' di mano? Ok la sicurezza ma...

Stiamo dando troppo potere alle intelligenze artificiali?

Sempra curioso dirlo, visto che lavoro per SmanApp, un’app che si occupa di sicurezza stradale, e quindi fa dell’unione tra tecnologia e sicurezza la sua mission, ma la lettura di questo articolo su Sicurauto che parla dei nuovi dispositivi per evitare le distrazioni al volante mi ha creato un certo malessere.

Di cosa si parla, in breve?

Tema dell’articolo è la messa in commercio di un dispositivo che si installa all’interno dell’abitacolo dell’auto, chiamato LIM, Life is More.

Tale apparecchio usa l’intelligenza artificiale per riconoscere i comportamenti sbagliati o pericolosi del guidatore e, dopo un primo avvertimento, lo fotografa e invia l’immagine alle autorità preposte o a terzi da definire.

Attualmente in Australia, Inghilterra e Olanda si ottiene un risultato simile grazie a telecamere stradali ad alta risoluzione, mentre il LIM segnala le distrazioni direttamente in auto.

Cosa rivela il LIM?

Il LIM rivela la posizione del telefono, lo sguardo del conducente se non rivolto alla strada, le mani del conducente, se impugnano correttamente lo sterzo o digitano o portano il telefono all’orecchio.

In più, altri sensori integrano il dato rilevando se il telefono invia o riceve dati.

Ok, cosa c’è che non va?

A questo punto vi starete chiedendo cosa non mi suoni bene di questa ennesima innovazione per la sicurezza stradale.

È molto semplice: mi sembra che ormai il concetto di autoregolamentazione sia definitivamente archiviato.

Ormai, per non fare una cosa, abbiamo bisogno di sapere che se la facciamo qualcuno lo renderà pubblico.

Non serve più la consapevolezza, la prudenza, l’educazione, la paura di far male a un altro essere umano, al limite il rischio di essere puniti.

No, funziona solo la certezza di essere fotografati e segnalati per ogni comportamento scorretto (magari unendo a tutto ciò la gogna social come riporta quest’altro articolo )

Certo, la ragione è sempre “salvare vite” con la prevenzione, ma non si può prevenire sempre, ossessivamente tutto, altrimenti finiremo per dimenticarci di vivere.

Stop cellulari alla guida!

Credo che sia necessario insaprire pesantemente le pene per chi usa il cellulare alla guida, fare in modo che diventi una seria aggravante in caso di incidente.

Ritengo che al momento la punibilità di questo reato sia ancora decisamente troppo bassa.

Sono certo che sia il comportamento più pericoloso di tutti, quando si è al volante.

Ma non mi piace che si deleghi all’occhio vitreo del robot ciò che non siamo in grado di fare tramite educazione e diritto: dovremmo far capire ai guidatori giovani e meno giovani che chi usa in modo scorretto il cellulare alla guida è un’imbecille, e che quell’imbecille, se recherà danni a chicchessia per il suo comportamento imbecille, si trasformerà in criminale e ne renderà conto – se necessario – anche con la galera.

L’occhio che tutto vede

Al contrario, l’idea di un sistema che filmi tutto ciò che faccio in auto e lo segnali a qualcun altro è, certo, un modo per evitare le distrazioni e gli incidenti, ma è anche un modo per sentirsi osservati in un modo che oserei definire quasi morboso.

Hai alzato la mano dal volante per grattarti la testa o (orrore!) fumare una sigaretta?

Come la prenderà l’occhio che controlla?

Hai abbandonato lo sguardo dalla strada per un istante?

Ok, lo so che non si dovrebbe fare… ma succede.

Se fai una guida lunga, ogni tanto succede per forza.

Qui si perde di vista un punto: non siamo robot.

In una guida lunga, per dire, ci saranno inevitabilmente dei momenti in cui l’occhio si sposta fugacemente dalla mezzeria (magari distratto da un colore, da un lampo di luce, da un rumore…) o la mano si allontana un attimo dal volante.

Noi, robot?

La trasformazione del guidatore in un automa controllato da un’intelligenza artificiale che lo sanziona a ogni errore ha, secondo me, più a che fare con la distopia che con la sicurezza.

Certo, la maggior disumanizzazione diminuirà forse gli incidenti di una qualche percentuale, ma ne vale la pena?

Vale la pena abbandonare tutte le nostre imperfezioni (non sto ovviamente parlando di crimini) in cerca di una sorta di sicurezza assoluta e totale, peraltro impossibile?

Per me molto meglio l’uso della tecnologia che facciamo noi a SmanApp, premiando i comportamenti virtuosi e responsabile dei guidatori, che quest’occhio di Sauron, questa modalità da panopticon, occhiuta e vagamente minacciosa, che riduce i cittadini e gli automobilisti a bambini terrorizzati dalla punizione della maestra.

E ora, via alla polemica: voi che ne pensate?

Quando inizi a guidare ricordati di attivare SmanApp, la prima app che premia i comportamenti responsabili alla guida! Scaricala subito, è gratis!

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