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Andare contromano si può?

Bici contromano, sì, no, forse? Il dibattito è feroce, in attesa delle nuove regole del Codice della Strada. Questa è la nostra modesta opinione.

Tempo di modifiche del Codice della Strada.

La proposta del momento, quella di cui si parla di più, insieme al divieto di fumo in auto, è sicuramente l’idea di autorizzare le bici a procedere contromano.

Proviene dal deputato 5 stelle Emanuele Scagliusi, e si riferisce al concetto di “doppio senso ciclabile”, come da articolo 11 comma 9 ter.

Come purtroppo è recente e discutibile abitudine, sembra sempre più difficile discernere i fatti dalle interpretazioni, solitamente viziate da punti di vista dovuti alla fazione politica.

Tanto per chiarire: si parla davvero di “contromano”?

Cosa dice la proposta di legge?

Il concetto è che “le biciclette” (in determinate strade) possono circolare anche in senso opposto a quello di marcia rispetto agli altri veicoli. Ma solo nelle strade con limite a 30 km l’ora.

Motivo? Pare che da recenti studi il senso unico per le due ruote sia una delle ragioni per cui i cittadini non scelgono la bicicletta per muoversi nel traffico.

Approfondiremo tra breve il tema controverso delle modifiche al Codice, ma stavolta ci vogliamo concentrare su questo punto.

Ma nessuno pensa ai pedoni?

Già esplode la polemica tra ciclisti e automobilisti sull’opportunità di una norma che ai guidatori appare troppo a favore della due ruote, mentre ai ciclisti sembra solo di buon senso, visto che di fatto guidare contromano è pratica abituale per la maggior parte dei ciclisti, soprattutto in strade in cui non c’è alcun rischio di impatto con le auto.

Consapevoli di scontentare più o meno tutti i contendenti, abbiamo deciso di prendere posizione, dichiarando che la guida contromano in strade a bassa velocità non lede in alcun modo i diritti degli automobilisti, né ha senso lamentarsene da parte loro.

D’altra parte non possiamo nemmeno avallare l’idea di un contromano liberalizzato, agognata dalla maggior parte del popolo a due ruote.

C’è infatti un piccolo dettaglio che nessuna delle due parti cita mai: i pedoni.

Il pedone è l’utente in assoluto più debole della strada.

Il pedone esce di casa e, se deve attraversare, guarda prima a sinistra, poi a destra.

Il pedone, se vive in una strada a senso unico, guarda solo a sinistra, visto che i mezzi dovrebbero arrivare solo da quella direzione.

I diritti di chi è a piedi

Ne consegue che, se una strada è a senso unico di marcia, è estremamente pericoloso creare ambiguità: il pedone deve sapere cosa lo attende.

Già ora, in molte strade, è frequente che un pedone attraversi tranquillo guardando solo nella direzione da cui ritiene possano arrivare le auto, solo per rischiare di essere investito da una bici contromano.

Sommessamente, ci permettiamo di ricordarlo a tutti gli utenti, legislatori e giornalisti che affrontano il tema: qualunque sia la scelta definitiva, tenete conto delle abitudini di chi è a piedi e magari vive in quelle stesse strade oggetto del contendere.

Create regole certe e definite, una volta per tutte: uscire di case per andare a fare colazione ed essere travolto da una bici in contromano è un’evenienza spiacevole e assai pericolosa.

Quando sei in bici, ricorda di attivare SmanApp, la prima app che mette in contatto tra loro gli utenti della strada, per segnalare la tua presenza alle automobili più vicine e limitare così il rischio di distrazioni e incidenti.

Viaggiare è bello, con SmanApp è meglio!


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