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Gli itinerari di SmanApp: a spasso tra i castelli della Val d’Aosta
Tra verità e leggenda, cavalieri e briganti, i castelli valdostani sono l’itinerario ideale per chi crede alle fiabe… o almeno ci spera.

Tra verità e leggenda, cavalieri e briganti, i castelli valdostani sono l’itinerario ideale per chi crede alle fiabe… o almeno ci spera.

La SS26, la nostra via dei castelli, si immerge nel cuore della Val d’Aosta seguendo il corso del fiume Dora Baltea ed è una strada tra le più suggestive d’Italia, benché forse meno conosciuta di altre.

La Val d’Aosta, infatti, è una regione turisticamente un po’ defilata, se si escludono le piste da sci e il turismo d’elite di Cortina e Courmayeur.

Al contrario, si tratta di una delle regioni con la massima concentrazione di attrazioni in uno spazio ristretto… ovviamente, se ti piacciono I castelli medievali!

Pochi luoghi al mondo (forse solo la Scozia) possono vantare così tanti antichi manieri in così pochi km.

Percorrere i 45 km della SS26 da Bard a Introd significa tuffarsi in un viaggio nel tempo, giù fino a un’epoca di principesse, cavalieri, draghi e briganti.

Un viaggio perfetto se hai figli, se sei un appassionato di storia, un nerd innamorato dei giochi di ruolo, un avido spettatore o lettore di fantasy… o semplicemente una persona che ama la natura e la bellezza del mondo antico.

Da Bard a Montjovet

Il primo ad apparire è il forte di Bard, enorme fortificazione militare, massiccia e austera. Ospita uno splendido Museo delle Alpi, varie mostre temporanee e una visita che rievoca l’assedio napoleonico che distrusse il forte originale a maggio del 1800. Da vedere anche le inquietanti celle dei prigionieri.

Molto più aggraziato, il castello di Issogne è più una sorta di villa patrizia, e merita per gli splendidi affreschi rinascimentali e le raffinate stanze decorate, che ospitano il Museo del Mobile.

Si cambia ancora stile con il castello di Verres, risalenta al XIV secolo. Un unico cubo di pietra di trenta metri per lato. Una struttura geometrica e severa, da segnalare per lo scalone momumentale in pietra e la sala d’armi.

Proseguendo per la SS26 incontriamo le rovine del bel maniero di Montjovet, costruito sul luogo dove sorgeva un antico tempio di Giove, e la mole severa del trecentesco forte di Ussel, che talvolta ospita eventi culturali e mostre.

Arrivati a Chatillon, ci attende il novecentesco castello Gamba, dagli interni splendidamente decorati, circondato da un grande, suggestivo parco. Ospita la Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea più importante della regione.

Da Chatillon a Cly

Sempre a Chatillon troviamo il castello Passerin d’Entreves, pare risalente addirittura, almeno come origine, all’epoca romana.

Ingrandito dalla famiglia Challant nel XIV secolo, epoca d’oro dei castelli valdostani, vanta la bella Sala dell’Archivio, affrescata e ancora con il soffitto originale. Passato di mano in mano nei secoli e ricostruito più volte, è tuttora privato, ma il parco è sempre visitabile.

Il castello di Cly domina la valle nei pressi di Saint Denis. Oggi in rovina, ha una storia turbolenta. Il signore medievale di Cly era un brigante che rapinava I viaggiatori, approfittando della posizione strategi del castello, da cui poteva controllare la sola via di passaggio obbligata.

Quella di Cly era una signoria molto potente quanto aggressiva, Pietro di Cly fu condannato per aver annegato due uomini e il suo castello fu distrutto nel 1376.

Tra le leggende che circondano Cly, la leggenda di una strega che vi fu rinchiusa e poi bruciata sul rogo nel 1428.
Oltra alla sua fama sinistra, merita una visita per I bei resti della cappella di San Maurizio, del 1075

Da Fenis a Sarre

Siamo arrivati al clou della visita, l’archetipo del castello valdostano: il castello di Fenis. Mura merlate, una struttura straordinaria che esprime grazia e potenza, torri da fiaba di pietra severa che nasconde, come uno scrigno del tesoro, un raffinatissimo inerno con scaloni, balconate di legno, affreschi squisiti, sale d’armi e camere riccamente decorate.

Se dovessi scegliere un solo tra i tantissimi castelli della regione, la scelta sarebbe pressoché obbligata!

La SS26 intanto è arrivata ad Aosta, dove è possibile ammirare la soenne fortezza di Bramafam, nel pieno centro città, e il Castello Reale di Sarre.

Residenza di caccia di re Vittorio Emanuele II, luogo di villeggiatura dei Savoia, è uno dei castelli dagli arredi più sontuosi, insieme a Castel Savoia, che però è al di fuori di questo itinerario.

Da Aymavilles a Saint-Pierre

Superata Aosta, ci si imbatte presto nelle inconfondibili quattro torri del Castello di Aymavilles, residenza ultima dei Savoia fino all’esilio che li vide abbandonare l’Italia nel 1946. Contiene una gran quantità di opere d’arte, mobili d’epoca e arredi originali.

Continuando per la SS26, spuntano le torrette disneyane del Castello di Saint-Pierre, che ospita il Museo di Scienze Naturali della Regione. Il suo aspetto un po’ artificioso è dovuto alla grande quantità di interventi, che hanno quasi cancellato la sua anima originaria, rendendolo vagamente lezioso.

Da Sarriod de la Tour a Introd

Tra i castelli che valgono decisamente il viaggio è Sarriod de La Tour, circondato da una bella cinta di mura fortificate. All’interno una pregevole cappella affrescata e la pregevole Sala delle Feste.

Tra I manieri che invece fanno parte del campionata “Rovine suggestive”, la menzione d’eccellenza per me spetta a Chatel Argent, magico già dal nome.

Costruito nel 1275 su un territorio abitato fin dai tempi dell’Impero Romano, aveva compiti di difesa e per questo si presenta con la classica struttura fortificata, torre di vedetta, porta d’ingresso della torre principale posta a vari metri d’altezza, due cinte di mura.

Concludiamo il nostro viaggio tra i castelli della Val d'Aosta con Introd, all’incrocio di due fiumi, risalente al XII secolo. Dall’inedita forma a poligono, è circondato da un bel parco visitabile. Il piano terra è anch’esso aperto al pubblico, e vanta alcune splendide sale dipinte.

Itinerario completo lungo la SS26 da Bard a Introd: circa 45 minuti per  67 km, corrispondenti a circa 670 punti.

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